# Chi c’è dietro abox.tools

Una persona sola, in Ontario, che costruisce gli strumenti di cui aveva continuamente bisogno e di cui continuava a non fidarsi. Tutto quello che c’è qui gira sul dispositivo di chi lo usa, il codice è pubblico, e in questa pagina ci sono le ragioni di entrambe le cose.

Ultimo aggiornamento 27 agosto 2026

## Che cos’è

abox.tools è una raccolta di piccoli strumenti che fanno una cosa ciascuno: ridimensionare una foto, tagliare un video, unire due PDF, leggere che cosa contiene davvero un codice QR. Al momento sono 44, e accanto a loro c’è una [raccolta di guide](https://abox.tools/it/guide/) sui lavori per cui servono.

La cosa insolita non è quello che fanno, ma dove lo fanno. Ognuno di essi gira interamente dentro il browser, sull’hardware di chi lo usa, con i decoder e i codificatori che il browser porta già con sé. Niente di quello che si apre viene trasmesso da nessuna parte. Dietro queste pagine non c’è nemmeno un server a cui potrebbe arrivare: il sito è tutto file statici, e gli strumenti sono semplici moduli JavaScript serviti accanto a loro.

Questo è il prodotto. Tutto il resto di questa pagina spiega perché vale la pena costruirlo così, e chi lo sta facendo.

## Chi lo fa

Una persona sola, in Ontario, in Canada. Non è un’azienda. Non c’è un team, non ci sono investitori, non c’è una società madre e non c’è alcun piano di essere acquisiti da una. La posta arriva a [hi@abox.tools](mailto:hi@abox.tools) e la legge chi ha scritto il codice; nella [pagina dei contatti](https://abox.tools/it/contatti/) è spiegato a che cosa serve quell’indirizzo e a che cosa no.

Il sito viene pubblicato di proposito senza una firma personale. È un progetto piccolo, non un marchio personale, e quello che merita fiducia qui non è un nome in fondo a una pagina, ma [il codice](https://github.com/A-Box-of-Tools/website), che chiunque può leggere, e il comportamento delle pagine stesse, che chiunque può controllare in una trentina di secondi con gli strumenti per sviluppatori aperti. Quelle due cose si verificano. Una firma no.

## Perché è costruito così

Il modo consueto di costruire questi strumenti è caricare il file, fare il lavoro su un server e restituire il risultato. È più facile, funziona su qualsiasi dispositivo, ed è quello che fa quasi ogni «convertitore online gratuito».

Vuol dire però anche consegnare il proprio file a uno sconosciuto. Per un meme è irrilevante. Per la scansione di un passaporto, per un’immagine medica, per un contratto firmato o per una foto che porta l’indirizzo di casa nei metadati non lo è affatto. Una volta che il file sta sulla macchina di un altro, quello che gli succede dipende dalle sue regole e dalla sua competenza, e non c’è modo di verificare né le une né l’altra. L’informativa sulla privacy di un sito del genere è una promessa, non un vincolo.

I browser sono diventati abbastanza bravi da rendere quella promessa inutile. Sanno leggere e scrivere JPEG, PNG e WebP; sanno aprire e decodificare video; sanno calcolare l’hash di un file, leggere un codice QR e scrivere un PDF. Se il lavoro può avvenire sulla propria macchina, allora «si terranno il mio file?» smette di essere una domanda sulle intenzioni di qualcuno e diventa una domanda su che cosa il codice possa fare materialmente. E a quella si può rispondere da soli.

È tutto qui l’argomento, e c’è una guida che lo sviluppa come si deve: [è sicuro caricare i propri file su un sito?](https://abox.tools/it/guide/e-sicuro-caricare-i-propri-file/)

## Verificare, invece di fidarsi

Tutto quello che c’è scritto sopra è fatto per essere messo alla prova. Quattro modi, in ordine crescente di fatica:

- **Staccare la rete.** Si carica la pagina di uno strumento qualsiasi, ci si disconnette e la si usa lo stesso. Continua a funzionare, perché dentro non c’è mai stato un passaggio di rete. Uno strumento che mandasse il file altrove per elaborarlo si fermerebbe.
- **Guardare la rete.** Si aprono gli strumenti per sviluppatori, si va sulla scheda Rete e si elabora un file. Non una sola richiesta porta con sé il file, una sua miniatura, il suo nome o un byte del suo contenuto. Quello che si vede è la pagina, i suoi script, la pubblicità e il contatore delle visite.
- **Leggere la regola che la pagina impone a sé stessa.** Ogni pagina porta una `Content-Security-Policy` che elenca tutti gli indirizzi che le è concesso contattare, e nessuno di quelli appartiene a questo sito. Nemmeno un errore nel codice potrebbe mandare un file da qualche parte, perché il browser rifiuterebbe la connessione.
- **Leggere il codice.** È [tutto pubblico](https://github.com/A-Box-of-Tools/website), senza passaggi di compilazione e senza bundler: quello che sta nel repository è byte per byte quello che il browser esegue. Ogni strumento ha un README che spiega come funziona, e ogni pagina indica i file che conviene leggere per primi.

C’è esattamente una eccezione voluta al «niente rete», ed è spiegata per esteso nella sua pagina: [Condividi testo](https://abox.tools/it/condividere-testo/) sposta del testo fra due dispositivi della stessa persona, e senza rete non si può fare. Apre una sola connessione verso un tramite che non conserva niente e a cui viene detto soltanto che due browser vorrebbero essere presentati.

## Come vengono costruiti e controllati gli strumenti

Uno strumento esce quando funziona su file veri, non quando funziona sul file contro cui è stato scritto. In pratica vuol dire usarlo a mano in un browser su casi scomodi: il video senza fotogramma chiave proprio dove si vuole tagliare, l’HEIC di un telefono che scrive il contenitore in modo leggermente sbagliato, il PDF con un font incorporato solo in parte. È quello che la gente ha davvero, ed è proprio quello che un test scritto dalla stessa persona che ha scritto il difetto non troverà.

Sotto c’è una suite di test automatici che copre entrambe le metà: il generatore che costruisce il sito e i moduli che il browser esegue. Gira a ogni modifica, e niente viene pubblicato dopo un fallimento. Dove lo stesso lavoro compare in più strumenti, e diversi di essi leggono file MP4, un test verifica che le copie continuino a coincidere, così che una correzione fatta a una non lasci le altre sbagliate in silenzio.

Le guide seguono la stessa regola. Le loro schermate le cattura uno script dal sito già costruito, invece di disegnarle o simularle: un’immagine in una guida è quindi un’immagine della pagina com’è realmente oggi.

## Come si paga tutto questo

Con la pubblicità e con le donazioni di chi trova utili gli strumenti. È tutto qui il modello, e vale la pena essere precisi su che cosa comporta e che cosa no.

**Non c’è niente da comprare.** Nessun account, nessuna registrazione, nessun piano gratuito con uno a pagamento sopra, nessuna filigrana da togliere, nessun limite di dimensione, nessun limite giornaliero e nessuna funzione tenuta da parte. Quello che c’è sul sito è tutto.

**I file di chi legge non fanno parte dell’accordo.** La pubblicità è di Google e il conteggio delle visite è Google Analytics, e a nessuno dei due viene detto che cosa si apre, che cosa si produce, come si chiamava o quanto pesava: nessuno dei due script lo riceve mai, e la politica di sicurezza della pagina rifiuterebbe l’invio se uno dei due ci provasse. Che cosa raccolgono davvero quei due, e come disattivare ciascuno, sta nella [pagina sulla privacy](https://abox.tools/it/privacy/). Tutti gli strumenti continuano a funzionare con entrambi bloccati.

**Gli strumenti non vengono scritti per la pubblicità.** Nessuno strumento qui esiste perché una parola chiave valeva soldi, e nessuno è stato reso più lento, più macchinoso o più diviso in pagine per vendere più impressioni. Che cosa si costruisce dopo si discute alla luce del sole, in [ROADMAP.md](https://github.com/A-Box-of-Tools/website/blob/main/ROADMAP.md), un paragrafo per idea, comprese le ragioni per cui diverse proposte apparentemente ovvie sono state respinte.

## Le lingue

Il sito è pubblicato in quindici lingue. Ognuna è una traduzione vera e non una passata automatica lasciata dov’è caduta: i nomi degli strumenti, le spiegazioni, le guide e gli indirizzi stessi sono tradotti, e una pagina viene elencata in una lingua solo quando quella lingua è stata davvero scritta. Una lingua a cui si sta ancora lavorando resta leggibile ma viene tenuta fuori dalla sitemap e dal selettore delle lingue, così nessuno viene invitato su una pagina mezza in inglese.

Alla posta si risponde in inglese, che è l’unica cosa onesta da dire di un progetto di queste dimensioni.

## Che cosa questo sito non farà

- Chiedere di creare un account, o chiedere un indirizzo e-mail.
- Caricare, conservare, ispezionare o trattenere un file aperto qui dentro.
- Mettere una filigrana su un risultato, o tenere una funzione da parte per un piano a pagamento.
- Aggiungere un passaggio di rete a uno strumento che non ne ha bisogno.
- Affermare sulla pagina di uno strumento qualcosa che il codice nel repository non fa.

Se una di queste cose dovesse succedere, è insieme un difetto e una promessa rotta, e vale la pena segnalarlo. La [pagina dei contatti](https://abox.tools/it/contatti/) è la via più rapida.
